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16-02-08 1.55 am Un po' sono triste. Un po' sono felice. Un po' sto male. Un po'. Non scrivo più molto da queste parti, ultimamente sono preso dai racconti e dai disegni, quelli su evil-ataru.deviantart.com. È là che racconto qualcosa e concentro i miei sforzi. Ho svariate perplessità sull'esistenza. A cosa serva, se io serva ad essa e a tutte le cose che non ho fatto e avrei potuto fare, che non faccio e che potrei fare, che potrei fare e non farò. Sono fermo e mi muovo, mi sembra di essere una serie di cose lasciate a metà, rimpianti vuoti.
5-02-08 17.46 Ecco. Mi andava di scrivere, finalmente, dopo più di un mese di silenzio. Mi è anche tornata la voglia di fare fumetti, come può testimoniare la nuova serie pubblicata settimanalmente su deviantart, anche se non si tratta di disegni. E anche se è pervasa da uno humor un po' elitario. Per il resto si sa: la situazione internazionale è tesa e anche all'interno c'è poco da ridere (o troppo).
2-01-08 2.52 am Tutto un anno, intero, là, sulla sinistra. Poi un po' sparso dappertutto, tra parole, segni, musica... Si fanno propositi, di solito, all'inizio dell'anno nuovo. Qualcuno li fa, quantomeno. Oppure aspettative. Oppure niente di niente: non è che una convenzione di noi omuncoli, questa storia di segnare il tempo. Io invece parlo dell'anno passato. Una cosa che a molti potrà sembrare sciocca, come i convenevoli natalizi, o capodanneschi, o compleannistici, a me invece è diventata cara. Per questo riceverne di freddi e distanti, o non riceverne affatto, mi ha ferito. Ma forse sono stato stupido: sia a rimaner male per così poco, sia ad attendere anche una sola parola in più. Ci sono altri gesti slegati da date fisse, forse un po' poveri di parole, ma carichi di significati e di affetto. Vorrei sempre averne di più: più gesti, più parole, che non bastano mai da coloro cui vuoi bene e che ti mancano. C'è chi non è stato mai lontano. Chi lo ha fatto nonostante centinaia e centinaia di chilometri di distanza, chi a pochi minuti di macchina (salvo il traffico). Chi si è piegato a sperimentare avventurosi giochi da tavola, ad accompagnarmi in cacce spietate di improbabili oggetti, giochi, reliquie. Chi ha sostenuto (e spero apprezzato) la visione di molteplici perle dell'animazione orientale e del cinema internazionale, chi ha imparato a sconfiggermi a Puzzle Fighter e a imbastire accese discussioni sull'esistenza e la spiritualità. C'è chi ha calciato il pallone al mio fianco ogni sabato, chi anche negli altri giorni della settimana non si è tirato indietro: fosse una birra, un torneo di Quake, una serata di videogiochi risalenti ai primi anni novanta, un dibattito sulla cultura contemporanea o semplicemente tirarmi fuori dal mio umore funereo. Chi ha reso vivibile la convivenza col più becero dei beceri commercianti di musica, condividendo con me vittorie e sconfitte. Chi legge e scrive con me, chi per gioco, chi per davvero, e a volte si tratta persino della stessa persona. E chiunque mi abbia regalato un sorriso nello scorso anno, magari prendendo in giro qualche professore o spettegolando su "gli altri". A tutti, nessuno escluso: grazie.
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